Piccoli suicidi tra amici – Arto Paasilinna
Questo libro è molto, molto particolare. Narra di un gruppo di persone finlandesi, circa una trentina, che girano l’Europa con l’intento di commettere un suicidio di massa, “fatto bene”. L’inizio del racconto mi sembrava quasi un gioco di scrittura più che un romanzo di per sé, ma da metà libro in poi la trama ha creato relazioni più interessanti e sono riuscita a scorgere altri intenti narrativi.
Lo stile di scrittura è fortemente ironico e telecronistico. Sembra quasi soffermarsi di più su fatti concreti come fare benzina, l’ora di partenza, cosa si mangia o le ore di viaggio, e meno su quello che tipicamente si trova in un romanzo: riflessioni dei personaggi, relazioni tra questi, trame che si intrecciano e si fanno via via più complesse.
Il testo è uscito nel 1990, e contiene alcuni stereotipi di società e categorie che rimbalzano un po’ nella testa. A parte questo, il racconto termina lasciando un senso di divertimento piacevole, alimentato dal fatto che si coglie meglio perché l’autore decida di scrivere questa storia e nasconda nelle pieghe del suo stile narrativo spunti interessanti e aperti sui temi più disparati.

